LA PROSPETTIVA SCIENTIFICA

Nel disegno tecnico che s’impara sui banchi di scuola,  prima di disegnare un oggetto in prospettiva bisogna vederlo sui piani ortogonali per mantenere le giuste misure in prospettiva grazie alle regole specifiche. Nel fumetto però fare la stessa cosa sarebbe un lavoro troppo complicato, e quindi dobbiamo in parte affidarci all’intuito per stabilire la profondità degli oggetti.

La prospettiva scientifica è quella che imita sulla carta la percezione visiva dell’occhio che vede le figure deformarsi indirizzandosi verso uno o più punti focali.

Prima di vedere i diversi tipi di prospettiva scientifica c’è una cosa da dire. Riguarda l’orizzonte prospettico, una linea sulla quale andranno a coincidere i punti di fuga. Quello che ci serve sapere adesso è che l’altezza dell’orizzonte prospettico rispetto all’oggetto stabilisce l’altezza in cui si trova l’osservatore rispetto ad esso.

Vediamo infatti che se l’orizzonte prospettico è sopra l’oggetto questo appare visto dall’alto.

 

Se invece l’orizzonte prospettico è sotto l’oggetto questo viene visto dal basso.

 

Perché parliamo di orizzonte prospettico e non di linea d’orizzonte? Perché la linea d’orizzonte che vediamo come separazione tra il cielo e la terra non coincide per forza col punto di vista e quindi sono due cose diverse.

Immaginiamo ad esempio di guardare un cubo sul pavimento stando in piedi sopra di esso. Non avremmo nessuna linea d’orizzonte, tuttavia andremo a disegnare l’orizzonte prospettico nella costruzione.

 

Anche quando disegniamo una scena in cui l’orizzonte e il punto di vista sembrano coincidere è consigliabile che la linea dell’orizzonte sia leggermente sotto quella dell’orizzonte prospettico. Così se ad esempio stessimo disegnando una strada con dei palazzi alla fine non vedremo i palazzi “toccarsi”, ma rimarrà tra di loro una distanza che ci darà un senso di continuità del percorso.

 

LA PROSPETTIVA CENTRALE

La prospettiva centrale o per un punto di fuga è la più semplice tra le prospettive lineari. Per utilizzare questo tipo di prospettiva è necessario che l’oggetto abbia una faccia frontale all’osservatore. Vediamo quindi come possiamo utilizzarla su un cubo partendo da un quadrato.

 

Adesso ciò che dobbiamo fare è scegliere l’altezza dell’orizzonte prospettico e la posizione orizzontale del punto di fuga.

Prospettiva centrale non significa che il punto focale deve trovarsi rigorosamente al centro della scena, anzi se lo facciamo spostato verso destra o verso sinistra daremo più dinamicità alla scena, cosa che in un fumetto risulta più piacevole.

In questo caso scegliamo un orizzonte prospettico leggermente sopra l’oggetto e un punto focale leggermente a sinistra.

Una volta che abbiamo il punto di fuga dobbiamo far fugare verso di lui delle linee che partono dagli angoli del quadrato.

 

Adesso dobbiamo terminare chiudendo il cubo. Per farlo dobbiamo essere noi a stabilire la sua profondità con l’intuito, per i motivi spiegati all’inizio.

 

Se abbiamo bisogno di dividere l’area che va dalla quarta parete al punto di fuga in distanze uguali possiamo disegnare una griglia prospettica.

Per farla facciamo prima due segmenti paralleli. Quello sopra sarà l’orizzonte prospettico in cui segneremo il punto di fuga, mentre quello di sotto consisterà nella linea che separa la quarta parete dalla realtà che chiameremo linea di terra.

All’altezza che vogliamo disegniamo un altra linea sotto quella dell’orizzonte prospettico, sia essa la linea d’orizzonte o la fine di una stanza, che delimita l’area su cui dobbiamo lavorare

 

Dividiamo la lunghezza della linea di terra in quante parti vogliamo e facciamo fugare i punti verso il punto di fuga. 

 

Bene. Ora Andremo a tracciare una diagonale che congiunge due estremi opposti della nostra area.

Intersecandosi con le linee già presenti ci darà dei punti.

 

Se tracciamo da quei punti delle linee parallele alla linea di terra avremo diviso la nostra area in rettangoli che nello spazio avranno uguale misura.

 

Attenzione! Questa è una griglia prospettica, non una scacchiera. La griglia prospettica serve solo a divedere lo spazio in aree uguali, così ad esempio sapremo dov’è il centro di una stanza. Sta al disegnatore decidere se usarla o no.

 

LA PROSPETTIVA ACCIDENTALE

La prospettiva accidentale o a due punti di fuga è  una prospettiva più piacevole alla vista rispetto a quella frontale. E’ però un po’ più complicata da applicare.

La differenza con quella centrale è che per usarla gli oggetti non devono avere facce frontali ma devono essere di scorcio. Vediamo come applicarla con lo stesso cubo di prima.

Questa volta disegniamo l’orizzonte prospettico con due punti di fuga equidistanti da un punto centrale. Nel disegno tecnico la distanza tra i punti di fuga viene stabilita secondo alcune regole, ma nel fumetto siamo noi a deciderla a occhio.

Nel punto in cui vogliamo tracciamo una linea verticale che rappresenterà lo spigolo del cubo.

 

Facciamo fugare verso i punti di fuga delle linee che partono dalle estremità dello spigolo.

 

Ora come nella prospettiva centrale dobbiamo essere noi a intuire la profondità dell’oggetto completando la costruzione in questo modo.

 

Prospettiva accidentale e frontale possono essere usate anche insieme se la scena lo richiede e i solidi sono orientati in modo diverso.

 

Oppure sempre per oggetti orientati in modo diverso possono essere usate più prospettive accidentali nello stesso disegno.

 

In entrambi gli ultimi due casi l’orizzonte prospettico rimane lo stesso.

 

LA PROSPETTIVA A TRE PUNTI DI FUGA

La prospettiva a tre punti di fuga è in parte simile a quella accidentale con la differenza che vi è un terzo punto di fuga che evidenzia l’altezza o la profondità dell’oggetto che viene visto ridursi dall’alto verso il basso o dal basso verso l’alto.

Vediamola nei due casi.

Cominciamo dal caso in cui guardiamo l’oggetto dall’alto.

Abbiamo bisogno del solito orizzonte prospettico e dei due punti di fuga laterali della prospettiva accidentale.

Adesso dobbiamo disegnare un altro punto a metà tra i due, in basso rispetto all’orizzonte prospettico.

La distanza tra orizzonte prospettico e terzo punto di fuga ci dirà quanto siamo in alto rispetto all’oggetto: più il terzo punto di fuga è in basso più vedremo l’oggetto lateralmente. Se invece lo avviciniamo all’orizzonte prospettico vedremo l’oggetto ancora più dall’alto.

 

In questo tipo di prospettiva non vi è una faccia ne uno spigolo parallelo alla quarta parete, quindi dobbiamo cominciare da un punto che facciamo fugare nei tre punti focali.

 

Le operazioni da fare dopo sono del tutto simili a quelle delle altre prospettive viste finora. Le linee sul piano orizzontale fugano sui punti laterali, mentre quelle sul piano verticale fugano col terzo punto di fuga.

 

Vediamo ora l’oggetto visto dal basso.

Questa volta l’orizzonte prospettico si trova in basso, mentre il terzo punto di fuga si trova in alto. Più il terzo punto di fuga è in basso più l’oggetto viene visto dal basso, mentre più è alto più l’oggetto è visto lateralmente.

 

I passaggi da fare ora sono sempre gli stessi.

 

LA PROSPETTIVA A QUATTRO PUNTI DI FUGA

La prospettiva a quattro punti di fuga è un tipo di prospettiva molto particolare. Essa va usata quando abbiamo un oggetto di grandi dimensioni a cui siamo vicini, vedendone quindi i contorni deformati.

Cominciamo tracciando l’orizzonte prospettico con i due punti equidistanti dal centro della prospettiva accidentale. In seguito disegneremo altri due punti, uno sopra e uno sotto l’orizzonte prospettico.

Nel fare questi due punti dobbiamo ragionare come per la prospettiva a tre punti di fuga, quindi scegliamo la distanza dall’orizzonte prospettico in base all’altezza in cui guardiamo l’oggetto dal basso e dall’alto.

 

Adesso dobbiamo costruire il nostro oggetto come abbiamo fatto per la prospettiva a tre punti di fuga. Quando però ci avviciniamo all’orizzonte prospettico dobbiamo arrotondare i contorni per evitare che si formino degli angoli. Per farlo possiamo usare il curvilineo oppure possiamo farlo semplicemente a mano libera.

 

PIANI INCLINATI

Saper disegnare dei piani inclinati può dimostrarsi utile in diversi casi (ad esempio una salita, o delle scale).

Vediamo come possiamo fare.

Per capire il concetto cominciamo da questa superficie in prospettiva in cui abbiamo un’area rettangolare delimitata da una linea.

 

Ora “solleviamo” quel rettangolo come per fare una salita o una rampa di scale che va verso l’alto. Per farlo abbiamo bisogno di un punto di fuga più in alto di quello usato per la superficie di base. E’ come se avessimo quindi un secondo orizzonte prospettico, ma ricordiamoci che la posizione orizzontale del punto di fuga deve rimanere la stessa.

Ovviamente maggiore è la distanza tra gli orizzonti prospettici maggiore è il dislivello tra le due superfici.

Partendo dal punto in cui la superficie inizia a sollevarsi facciamo fugare delle linee come nella figura.

 

Al contrario se vogliamo una discesa o una rampa di scale che va verso il basso, il secondo orizzonte prospettico dovrà essere sotto quello della superficie di base.

 

Vediamo come questa tecnica può essere usata ad esempio per rendere più movimentata una strada.

 

La tecnica dei piani inclinati può essere usata ovviamente anche in prospettiva accidentale.

 

INSERIRE LE PERSONE NELLO SPAZIO

Forse qualcuno si chiederà a che altezza sarebbe opportuno disegnare l’orizzonte prospettico in una scena “normale”, ad esempio come la vedrebbe una normale persona che cammina per strada.

Ebbene, bisogna considerare la posizione dei nostri occhi. Quando noi guardiamo frontalmente la prima cosa che dovremmo vedere sono gli occhi della persona di fronte a noi (statura a parte).

Quindi in una scena che vuole imitare la realtà l’orizzonte prospettico andrebbe disegnato a un’altezza compresa tra la fascia pettorale e la cima della testa di una persona. Al di sopra di tale area la scena è vista dall’alto e al di sotto la scena è vista dal basso.

 

Un concetto molto importante che si sarebbe dovuto dire anche all’inizio è che l’orizzonte prospettico “taglia tutto alla stessa altezza”. Questo significa che oggetti collocati nello spazio in posizioni diverse, se hanno tra loro la stessa misura vengono tagliati dall’orizzonte prospettico nello stesso punto.

Quindi se decidiamo che l’orizzonte prospettico si trova all’altezza delle spalle di una persona, se dietro di essa ci sono persone che hanno la stessa altezza verranno tagliate nello stesso punto.

Possiamo usare le regole prospettiche viste prima per disegnare nello spazio oggetti (o persone) della stessa misura in posizioni diverse nello spazio.

 

Anche la figura umana di per sé se vista dall’alto o dal basso dovrà essere disegnata in prospettiva.

Anche nella visione del volto di tre quarti automaticamente disegneremo l’occhio del lato più lontano leggermente ridotto.

 

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Commenti: 3
  • #1

    davide79 (giovedì, 01 maggio 2014 20:07)

    Splendido

  • #2

    valeria91 (lunedì, 06 ottobre 2014 18:01)

    davvero stupendo sto cercando di imparare a migliorare le prospettive e questa spiegazione è stata perfetta

  • #3

    Bez (giovedì, 04 dicembre 2014 18:41)

    Veramente chiaro,molto utile,grazie. Bez