LE ESPRESSIONI FACCIALI

Fanno parte della recitazione dei personaggi le espressioni facciali.

Gli elementi principali per disegnare le espressioni sono sopracciglia e bocca. Le sopracciglia cambiano la loro inclinazione grazie ai muscoli facciali. In base alle forme che assumono, il personaggio può sembrare triste, felice, arrabbiato ecc.

Combinate al movimento degli occhi e della bocca, la stessa inclinazione delle sopracciglia può creare espressioni molto diverse.

 

Le espressioni della bocca sono più complesse. Questa infatti oltre alla posizione degli angoli può avere labbra chiuse o aperte e denti uniti o separati. Vediamo alcuni esempi.

 

Forse bastano già le sopracciglia e la bocca per disegnare delle espressioni efficaci. L’aggiunta degli occhi permette però di crearne ancora di più. Ciò che cambia l’espressione degli occhi sono l’apertura e la direzione dello sguardo.

 

Combinando tra loro le espressioni di sopracciglia, bocca e occhi viste prima, otteniamo centinaia di espressioni diverse.

Non sempre è facile riuscire a riprodurre l’espressione desiderata, quindi propongo alcune combinazioni.

MALIZIA/ IRONIA

 

SORPRESA/ SPAVENTO

 

ALLEGRIA/ DIVERTIMENTO

 

TRISTEZZA

INDIFFERENZA/ CONSAPEVOLEZZA

 

SENTIMENTO/ IMBARAZZO

 

INSOLENZA/ NOIA

 

RABBIA

 

CONFUSIONE/ PERPLESSITA’

 

Le lacrime e gli arrossamenti sono un ottimo modo per rafforzare alcune espressioni.

Lacrime in una faccia felice significano estrema allegria (oppure che si ha appena smesso di piangere con un sorriso). Lacrime in una faccia triste o arrabbiata ne fortificano l’emozione. L’arrossamento invece mostra un forte disagio da parte del personaggio. Può essere disegnato con dei tratteggi.

Un pianto molto disperato può essere accompagnato dall’arrossamento, dal moccio sul naso e la salivazione.

 

Durante il pianto per via dell’effetto delle lacrime, in alcuni stili gli occhi vengono disegnati con le pupille offuscate e deformate.

 

Il volto, come tutto il corpo, si muove grazie ai muscoli. Questi, con le espressioni facciali, si dilatano e si contraggono. Con queste loro azioni formano delle pieghe sulla pelle, che si concentrano sulla fronte, attorno agli occhi e attorno alla bocca.

Queste pieghe, nei fumetti possono anche non essere aggiunte alle espressioni, poiché ad esempio in personaggi giovanili, la ruga risulta sgradevole e fa sembrare il personaggio più vecchio.

Ecco alcuni esempi di rughe espressive:

 

Le espressioni nei fumetti possono essere realistiche, ma anche comiche (in questo modo divertono di più il lettore). In queste espressioni comiche a volte il naso può essere rimosso dal volto.

Esse possono essere metaforiche. Ad esempio se gli occhi si trasformano in cuoricini, significa che il personaggio è innamorato. Se si trasformano nel simbolo dei dollari significa che è assetato di soldi.

Gli occhi bianchi possono indicare stupore o rabbia.

Occhi grandi che luccicano indicano una forte emozione.

Occhi ridotti a due pallini indicano perplessità.

Occhi deformati verso l’alto  e a forma di V indicano ilarità.

Occhi squadrati con linee al posto delle pupille indicano irritazione.

Occhi ridotti a due tratti indicano confusione e rassegnazione.

Pupille piccole che guardano da un lato indicano diffidenza.

Occhi disegnati a “zampe di gallina possono indicare sia felicità che confusione.

Occhi allungati o fuori dalle orbite indicano un grande stupore.

Occhi spalancati con iridi grandi e offuscate con contorni tratteggiati indicano shock e sensazioni di vuoto.

Occhi spalancati con iridi piccole e offuscate indicano sia shock/ paura che grande ira.

 

La bocca nelle espressioni comiche può essere esagerata e andare oltre il contorno della testa, o arrivare sul bordo. La forma della bocca può essere alterata: squadrata per mostrare aggressività, a forma di tre capovolto se il personaggio sta fischiando o sta dicendo una bugia, a forma di tre capovolto e ruotato per suscitare affettuosità.

La lingua può essere disegnata molto lunga e penzoloni se il personaggio è affamato o assetato.

Altre variazioni che possiamo fare nelle parti del volto per renderle più comiche sono ad esempio quella di alzare le sopracciglia fin sopra la fronte, allungare il naso se il personaggio sta dicendo una bugia (effetto pinocchio), far alzare la capigliatura se il personaggio sta urlando vivacemente, e aggiungere dei capelli ribelli se è sotto stress.

Vediamo ora alcuni simboli del fumetto che danno carattere alla comunicazione di un personaggio.

Un riflesso di luce può indicare un certo carisma. Un’improvvisa attenzione può essere rappresentata da alcuni tratti vicini che possono essere disegnati come semplici linee o più spessi, o ancora come una piccola esplosione.

Se il personaggio sta piangendo potrebbe schizzare lacrime, oppure se sta urlando delle goccioline di saliva potrebbero schizzargli dalla bocca. Se è desolato, una grossa goccia di sudore esprime la sua difficoltà. Se è seccato potrebbe sbuffare e fare uscire dalla sua bocca una nuvoletta. Se è innamorato può avere attorno dei cuoricini. Se è nervoso un simbolo simile a una croce curva aperta può rappresentare una vena sulla fronte. Se ha avuto un’idea può avere accanto una lampadina. Se sta fischiettando dalla sua bocca uscirà una nota musicale. Se è intontito da una botta può avere attorno stelline o anelli. Se è particolarmente irritato e arrabbiato attorno a lui possono esserci nuvole di fumo, teschi (che indicano anche parolacce) o scarabocchi. Una nuvoletta di fumo può essere usata anche quando il personaggio è semplicemente imbarazzato e quindi è accaldato (effetto caffettiera). Se si è appena svegliato, o è intontito per altri motivi può avere attorno dei piccoli cerchi. Infine se sta ridendo alcune linee provenienti dalla bocca ne indicano il gesto.

 

L’ombreggiatura sui volti può essere usata per trasmettere diverse sensazioni. Ad esempio un volto in penombra trasmette tristezza, uno illuminato dal basso trasmette terrore, uno totalmente in ombra sconforto. Un’ombreggiatura centrale può anche far sparire elementi del volto e lasciare solo gli occhi esprimendo furia, oppure potrebbe nascondere solo gli occhi rendendo l’atmosfera inquietante. Infine una “ombreggiatura” che scende dall’alto con dei tratti può rappresentare un calo di pressione, uno stato di malessere emotivo del personaggio.

 

Quando inventiamo nuovi personaggi teniamo conto che in base al carattere assumono atteggiamenti diversi. Quindi anche se le espressioni sono dovute allo stato d’animo, ogni personaggio può avere una sua “aria” di base. Ad esempio potrebbe costantemente avere un’espressione arrabbiata, un sorriso o la bocca aperta. Questo ci aiuta a rendere ancora più diversi e credibili i nostri interpreti.

Vediamo degli esempi di come lo stesso volto può appartenere a personalità diverse:

 

TIPO ROZZO

TIPO SEVERO

TIPO SOLARE

TIPO INGENUO

TIPO PASSIVO

TIPO TIMIDO

Le espressioni facciali quindi rendono credibili i personaggi, ma da sole non bastano. Insieme ad esse vanno aggiunti i movimenti del corpo che vediamo nella sezione “movimento e azione”.

 

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Commenti: 3
  • #1

    paola (martedì, 03 giugno 2014 20:17)

    ho visto lo sguardo di una persona molto arrabbiata era unico mai visto prima e mi hanno detto che e' molto raro vedere uno sguardo cosi' se ne e' sentito parlare ma pochi lo hanno visto, vorrei sapere come si chiama, sembrava che qualcosa ruotasse negli occhi di questa persona

  • #2

    impariamoascriverefumetti (mercoledì, 04 giugno 2014 15:10)

    Oddio ... non so se quello sguardo di cui parli ha un nome

  • #3

    mirella (martedì, 22 maggio 2018 11:44)

    Ti voglio bene